23/12/2010

Messaggio Natale 2010

di Staff — Categorie: Dottrina sociale della Chiesa 10/11Commenti disabilitati su Messaggio Natale 2010

Arcidiocesi di Chieti -Vasto

PARROCCHIA S. VINCENZO S. MARIA DELLA VALLE – ATESSA VALDISANGRO

 

MESSAGGIO NATALE 2010

 

C’erano in quella regione alcuni pastori che, pernottando all’aperto,


vegliavano tutta la notte facendo la guardia al loro gregge. (Lc 2,8)

 

 

In un dossier televisivo, tempo fa, si affermava che le principali feste degli italiani sono Natale, Pasqua e Ferragosto. Il giornalista alludeva alle ferie e alle conseguenti spese; ma noi sappiamo che la principale festa cristiana è la pasqua, e che il 15 agosto non si festeggia il ferragosto, ma la più grande festa mariana: l’Assunzione al cielo di Maria. Che ruolo ha il Natale tra le feste cristiane?

 

Fin dall’inizio della sua celebrazione, istituita a Roma nell’anno 336, ispirata alla festa romana del Sole Vittorioso, è stata sempre intesa come celebrazione pasquale del trionfo del Signore sul tempo e sulla storia: il Natale è la festa della gloria. Inoltre i testi della Scrittura proclamati in questo giorno, più che riferirci sulla nascita del bambino, si preoccupano di affermarne la sua regalità: il Natale è la festa del Re.

 

Il natale è l’ultima grande festa dell’anno civile e la prima dell’anno liturgico. Un primo messaggio per noi: alla fine della vita e del tempo ci attende Gesù, vittorioso sulle tenebre del peccato e della morte, come il sole che da oggi comincia prolungare le nostre giornate. Come prima festa dell’anno liturgico, il natale ci dice chiaramente che è l’inizio della pasqua. Oggi Cristo si incarna, prende corpo da Maria, per offrirsi a noi nel sacrificio pasquale. Se il natale è la festa della nascita di Cristo, la pasqua è quella della rinascita dei cristiani. Oggi celebriamo l’inizio della nostra redenzione. In terra sarà sempre pasqua, cammino di crescita e di cambiamento; in cielo sarà sempre natale. Non a caso i cristiani chiamano il giorno della morte “Dies Natalis”, giorno della nascita, come i santi e i defunti si ricordano nell’anniversario della loro morte. Il Natale è la festa dell’origine divina di Cristo, la festa del nostro traguardo.

 

Come mai il Natale viene a data fissa e la pasqua a data mobile? Perchè il natale segue il solstizio invernale; la pasqua la prima luna piena di primavera. La luna e il sole hanno deciso i giorni in cui celebrare queste due solennità. Cristo è il sole eterno e immutabile; la luna è la Chiesa, sua Sposa, che cammina nel tempo. La luna riflette la luce del sole come i cristiani seguono il Cristo. La luna con le sue fasi ricorda che la Chiesa è crescente quando ascolta la Parola di Dio; piena quando celebra l’Eucaristia, calante quando ama senza aspettarsi nulla in cambio. La Chiesa è chiamata a riflettere sul mondo, in modo completo, come la luna piena di pasqua, la luce eterna di Cristo.

 

Oggi puntiamo lo sguardo su Colui che abbiamo scelto di seguire per amore, Colui che con la sua pasqua ci ha cambiato il modo di vedere Dio e di intendere la vita. E’ vivendo la pasqua che camminiamo verso la luce. Ecco perchè la festa principale dei cristiani è la PASQUA. Dobbiamo accettare di “essere luna” per entrare un giorno nel sole di Cristo.

 

Sì, dobbiamo essere come la luna (non lunatici!), che veglia di notte riflettendo la luce del sole, e come i pastori di Betlem, che in quella notte santa VEGLIAVANO il gregge al suo chiarore. Siamo chiamati a tenere gli occhi aperti, perchè il tempo che viviamo NON CI TOLGA LA DIGNITA’.

 

  • Il tempo che viviamo è una NOTTE ECONOMICA, dove il lavoro ha come caratteristica l’incertezza e la precarietà. Questo tempo ci aiuti ad apprezzare il proprio posto di lavoro e a lavorare con maggiore serietà. E’ la SERIETA’ la prima caratteristica di chi lavora. Da come lavoriamo si capisce chi siamo. Questo tempo ci insegni anche ad amare la propria azienda. Siamo tutti sulla stessa barca: se affonda, affondiamo tutti.

    NON FARE ALL’AZIENDA QUELLO CHE NON FARESTI A TE STESSO

     

  • Il tempo che viviamo è una NOTTE SOCIALE, dove la politica è instabile e inadeguata, la cultura prettamente televisiva, che su tutti i canali trasmette volgarità, confusione e litigiosità; dove conta il farsi notare, il raggiungere i propri scopi offendendo l’altro. Il riunirsi delle famiglie in questi giorni ci ricorda in cosa consiste la vita eterna: in cielo staremo tutti insieme; facendosi uomo Dio si è fatto nostro fratello. E’ la FRATELLANZA il messaggio sociale del natale, e per viverlo dobbiamo riscoprire il rispetto, l’educazione, la lealtà. Fratellanza non significa essere per forza amico di qualcuno, ma rinunciare a trattarlo da nemico. L’esperienza ci dice che non tutti ci sono amici e non tutti possono esserlo. Meglio un nemico che un falso amico. FRATELLANZA E’ FARE IN MODO CHE CHIUNQUE VENGA DA TE, SE VADA SENTENDOSI MEGLIO

    Diceva Madre Teresa di Calcutta:

     

È Natale ogni volta che sorridi a un fratello e gli tendi la mano; ogni volta che rimani in silenzio per ascoltare un altro; ogni volta che volgi la schiena ai principi che cacciano gli oppressi ai margini del loro isolamento; ogni volta che speri con i “prigionieri”, oppressi dal peso della povertà fisica, morale e spirituale; ogni volta che riconosci con umiltà i tuoi limiti e la tua debolezza! È Natale ogni volta che permetti al Signore di amare gli altri attraverso di te…

 

 

BUON NATALE sac. Claudio Pellegrini

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