18/02/2013

Felici e Credenti – Minicampo diocesano di formazione per responsabili

di Staff — Categorie: Notizie, Ultime1 commento

Soltanto l’ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida felicità!”.

Con queste parole tratte dalla Ode alla Vita di Pablo Neruda ed inserite all’interno della preghiera iniziale si è aperto il Minicampo diocesano di formazione per Presidenti parrocchiali, Responsabili associativi ed educativi di Azione Cattolica svoltosi presso l’Hotel Villa Immacolata in San Silvestro Pescara il 16 e 17 u.s. dal tema “Felici e Credenti”.

Nella giornata di sabato abbiamo ascoltato l’intervento di don Gianni Carozza (Docente di Sacra Scrittura presso l’ITAM e Vicerettore Triennio Teologico presso il Seminario Regionale di Chieti) sulla “Felicità”.

Qual è la felicità che cerchiamo?

Nell’odierno contesto la felicità viene ricercata nel piacere, nel successo, nel consumo, nel vivere solo di esperienze momentanee che a loro volta suscitano sempre nuovi desideri lasciando vuoti che possono essere appagati da “beni” sempre più forti. Ed allora si scatena l’ansia della ricerca delle condizioni per avere successo, perché se hai successo sei felice. Ma cosa cerchiamo davvero? Qual è la via affinchè “l’albero della felicità” ponga radici stabili in noi? Citando Socrate, “la felicità non dipende da ciò che è esterno all’uomo ma dal suo animo”, la riflessione si è concentrata sul messaggio delle beatitudini (Mt. 5,1-12) che costituiscono la chiamata autentica alla felicità. In esse siamo invitati a pensare alla felicità “alla maniera di Gesù”, una felicità che rende beati – come conseguenza di uno stile di vita – , che invita ad un cammino che non si esaurisca in obiettivi immediati ma affronti la “sfida dell’oltre”.

Le metafore della “fame e sete” di giustizia evidenziano la totalità della ricerca della volontà di Dio: una ricerca appassionata che afferra l’uomo dalla testa ai piedi, dal mattino alla sera. Beato cioè felice è colui che impegna tutto se stesso nella ricerca di Dio.

Nella giornata di domenica, l’intervento di don Samuele Marelli (Direttore della Fondazione Oratori Milanesi e Responsabile del Servizio per i ragazzi, gli adolescenti e l’Oratorio dell’Arcidiocesi di Milano) si è concentrato sulla parola “Credenti” invitandoci al “salto della fede”. Partendo dall’odierno contesto culturale ( l’ateismo pratico, la forza della religione e la debolezza della fede) abbiamo affrontato il “caso serio” della fede sottolineando che la fede è sempre l’espressione di un incontro tra la grazia di Dio e la libertà dell’uomo. E Dio ama così tanto la libertà dell’uomo da rischiare il male, da rischiare che l’uomo cada vittima della tentazione. Dall’altro lato, credere significa non solo essere consapevoli dell’esistenza di Dio ma affidarsi a Lui: l’intera struttura della vita, dalla nascita alla morte, si basa sull’affidamento. Allora quali sono i passi verso la fede? Conoscenza di sé (è la prima forma del realismo cristiano), la ricerca della vocazione, l’accompagnamento personale (nessuno diventa cristiano da solo ma c’è sempre un passaggio di relazioni), la regola di vita (ossia il tentativo di mettere ordine nella propria vita), la comunicazione della fede (ossia la necessaria condivisione).

Alla luce di queste riflessioni siamo chiamati a vivere la nostra vita come un cammino di grande libertà contraddistinto dagli elementi costitutivi della Quaresima (preghiera, digiuno ed elemosina) ovvero autenticità di rapporto con Dio, con noi stessi e con il prossimo, poiché solo così possiamo opporci a quei sottilissimi ma nello stesso tempo resistentissimi fili delle tentazioni.

Ricolmi di questi messaggi, successivamente condivisi nei vari laboratori di approfondimento, i numerosi partecipanti hanno manifestato la gioia dell’incontrarsi ritornando nelle proprie parrocchia nella consapevolezza che l’amore è più dell’emozione, la verità è più dell’opinione e la gioia è più del piacere.

Giovanni Rosa

1 commento »

  1. Antonio ha detto:

    Davvero una bellissima esperienza!!! Sicuramente ognuno di noi, adesso, porta un tesoro e una gioia in più nel cuore, per aver ascoltato, incontrato, condiviso e sperato! Un grandissimo grazie alla presidenza, al consiglio e alle equipe per la passione e la cura che ogni volta dimostrano nel testimoniare la gioia della fede nel Signore: davvero, in questo minicampo, siamo stati “felici e credenti”, con l’augurio di esserlo sempre!!!

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