Categoria: I nostri testimoni

04/09/2008

Beato Roberto da Salle

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Nato a Salle (Pescara) intorno all’anno 1273, da Tommaso e Benvenuta, fin da piccolo rivelò un grande senso di amore fraterno e del perdono. All’età di 7 anni, un giorno, un vicino di casa della sorella le ammazzò un animale quasi per sfregio buttandoglielo davanti la porta di casa. La sorella sconvolta chiese vendetta al fratellino. La domenica in chiesa, giunti al momento del segno della pace, allora in uso durante la celebrazione dopo l’Agnus Dei, il piccolo Santuccio ricevuto il segno di pace dal celebrante, corse subito a restituirlo al dichiarato nemico della sorella.A 16 anni seguendo una forte vocazione conobbe e seguì Pietro Angeleri da Isernia, l’eremita del Morrone il futuro Papa Celestino V. Nel 1294 Roberto, finito il Noviziato, era già ormai fra i più cari discepoli del santo uomo, dedito con tutta l’anima alla pratica della virtù ed al culto del silenzio ed alla mortificazione del proprio corpo.Alla richiesta del Sommo Pontefice Celestino V di seguirlo nella nuova via apertagli dal Signore, nonostante il grande amore e rispetto che lo legavano tenacemente al grande padre spirituale, rifiutò per impegnarsi, invece, quale suo successore nell’esaltazione del suo esempio tra gli aspri eremi abruzzesi.

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04/09/2008

Beato Angelo da Furci

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Il beato Angelo nacque a Furci (Chieti) nel 1246 da genitori agiati, che, essendo sterili, lo ottennero (secondo la tradizione, sulla quale del resto si basano tutte le notizie della sua vita) per intercessione di S. Michele Arcangelo, al cui Santuario, sopra il non lontano Gargano, si erano recati in pio pellegrinaggio. Educato esemplarmente dai genitori, fu in seguito affidato ad uno zio materno, abate benedettino di Cornaclano, con cui fece rapidi progressi sia nella scienza che nella santità. Morto lo zio, Angelo tornò a Furci. Dopo la morte del padre, si recò a Vasto, dove entrò, nel 1266, fra gli Agostiniani, presso i quali compì gli studi regolamentari e ascese al sacerdozio. Venticinquenne fu mandato a studiare alla Sorbona di Parigi, dove si trattenne per cinque anni. Tornato in Italia, insegnò in vari conventi, finché fu destinato allo studio agostiniano di Napoli, da dove non si mosse più fino alla morte.Si distinse come teologo e oratore: gli storici gli attribuiscono un commento su S. Matteo e una raccolta di sermoni, che oggi non sappiamo dove siano conservati.Nel 1287 fu eletto Priore Provinciale della Provincia napoletana. Per umiltà rinunciò agli incarichi episcopali di Acerra e di Melfi. Morì a Napoli, il 6 febbraio 1327, nel convento di S. Agostino alla Zecca dove ebbe sepoltura. Il popolo, che già lo venerava da vivo come un santo, incominciò a raccomandarsi a lui, ottenendo favori e grazie. In seguito venne aggregato ai santi compatroni di Napoli. Grande è la devozione verso di lui anche a Furci, dove nell’agosto 1808 fu traslato il suo corpo. Il 20 dicembre 1888 Leone XIII ne approvò il culto ab immemorabili.   

 

27/08/2008

Servo di Dio Dino Zambra

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Defendente (Dino) Zambra, nato a Chieti nel 1922 dal barone Gerardo e da Elena De Giorgi, (parente, in linea diretta, della nobile famiglia dei De Lellis che aveva dato alla Chiesa universale  S. Camillo), figlio unico per la morte a quattro mesi della sorellina primogenita Ferdinanda, aveva  un carattere “solare”, aperto e cordiale. Studi brillantissimi fino alla maturità classica conseguita nel locale Liceo Ginnasio (le sue pagelle, conservate con amorevole cura dalla madre nel palazzo ex conventuale di S. Maria Arabona, di proprietà della famiglia con l’annessa abbazia,  sono pieni di nove e di dieci),  vita serena alimentata nella fede dalla madre, dalla frequenza della Scuola Catechistica e dall’Oratorio festivo allora esistente nel Seminario Regionale, come del Circolo di Azione Cattolica “A. Manzoni”. Nella sua stanza in Santa Maria Arabona sono conservate le medaglie che allora si utilizzavano per premiare i più bravi nelle gare di catechismo. Racconta un suo professore: “Sono stato molto impressionato dall’umiltà di Dino, perché era giovane, bello, intelligentissimo, capace di splendida carriera nella vita civile, di nobile famiglia, studioso e di notevole rendimento scolastico e ciononostante umile”.  I ricordi si fanno più precisi e particolareggiati per gli anni universitari, trascorsi, dal 1940 al 1943,  alla “Cattolica” di Milano, ove, sostenendo sempre con esiti ottimi gli esami, era attivissimo nella FUCI, ma anche nelle associazioni di volontariato a favore  dei poveri.


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